La squadra e la città di Philadelphia ormai da anni sono impersonificate da Allen Iverson e da tutte le sue qualità, perfettamente collimanti con quelle della città dellamore fraterno: forza mentale, abnegazione e tanti tanti attributi. Non ci credete? Allora come si spiegherebbe che un all star come Chris Webber dalle mani dolci e dalla classe innata sia stato fischiato alla sua terza partita coi Sixers per un atteggiamento indolente?
Ragazzi qui non si guarda in faccia a nessuno.è stata fischiato persino Santa Claus.il caso Bryant poi lo lascerei ai vostri occhi perché ben visibile.
Philadelphia ormai dal lontano 1983 non vince un anello NBA, ci è andata vicino nel 2001, ma si è trovata davanti il miglior Shaq della storia e quindi il sogno è svanito. Iverson arde per questo anello, ormai non gli interessano i titolo di miglior marcatore (3) gli mvp (1) gli mvp dellall star game (2) lui vuole lanello e vuole una squadra competitiva. Il gm Billy King ha provato ad accontentarlo con lacquisizione di Chris Webber dai Kings. Il prodotto da Michigan ha dei problemi fisici al ginocchio ed ha iniziato davvero male la sua esperienza in Pennysilvania, ma i suoi playoffs sono stati discretamente incoraggianti e la sua gara 4 con Detroit è stata quella che tutti i tifosi di Phila vorrebbero rivedere in futuro: un impatto emotivo notevole, una convinzione e una voglia degna del piccolo AI; le statistiche pur di notevole fattura sono le ultime cose da guardare.
Come detto la stagione scorsa alla guida di Jim OBrien è stata a dir poco ondivaga a livello di risultati, tanto da arrivare allannoso record di 6-12 allinizio di Dicembre; poi un break postivo ha riportato la situazione intorno al 50% permettendo a Sixers di poter almeno rimanere in corsa per uno spot per i playoffs. Senza continuità e solidità nellnba non si va lontano e perdere con Clippers Hawks e Knicks non aiuta..
Si alternano sconfitte inopinate a vittorie alquanto insperate ed è difficile capire quali siano i veri Sixers. Il rush finale vede i ragazzi di OBrien immischiati in una lotta a tre con Cleveland e New Jersey per gli ultimi due posti playoffs. Phila riesce a togliersi di dosso la pressione con una partita di anticipo e si garantisce la settima piazza che vuol dire Larry Brown e i Detroit Pistons al primo turno. Coach Brown è legato a doppio filo con Philadelphia, infatti ha portato la squadra ai fasti degli anni ottanta grazie al suo genio cestistico e la sua competenza tecnica, e anche una volta andato a Detroit, se li è trovati di fronte due volte su due ai playoff (vincendo in entrambi i casi).
Phila non riesce mai nemmeno a prendere la targa dei Pistons al Palace, il light motive delle partite è che Phila va sopra di una decina nel primo quarto poi negli altri tre Detroit cambia marcia e vince di una ventina (swing di -30sigh).
A Philadelphia è unaltra storia. Iverson vince quasi da solo gara 3 tenendo in vita la serie e gara 4 è una delle piu belle gare della Philadelphia post Brown. Una squadra determinata, convinta e vogliosa di fare gli underdog scomodi (peraltro ruolo che riesce piuttosto bene a Brown). Giocano una partita stupenda e solo grazie ad un incredibile tripla di Billups i Pistons sono riusciti a portare tutti allovertime. Nel prolungamento altro turbinio di emozioni, ma sempre Billups in attacco e Prince in difesa vincono partita e serie per i propri colori.
Comincia così un estate di scelte.Alcuni free agent importanti: Dalembert, Korver e Green. Un lodo Mashburn da sciogliere: si ritira si o no? E Non è una scelta da poco, liberebbe dieci milioni di presidenti spirati sul capMa non è finita. Webber come sta? Il suo ginocchio è recuperabile?
Tanti punti di domanda in questa calda estate. Le scelte societarie influiranno molto sulla stagione.Korver è stato rifirmato dopo una gran stagione e dei i playoffs orrendi (un nuovo Stojakovic?) grazie alla sua amicizia con Iverson. Dalembert cercherà di monetizzarsi più possibile quindi bisognerà cercare di trattenerlo ma non spendendo una fortuna, mentre Green è stato ritenuto molto importante dalla panchina ed è stato rifirmato anchegli (nonostante rimanga impresso il libero sbagliato nel finale di gara 4 che ha regalato il prolungamento e la vittoria a Detroit).
Il draft ha portato nella città dellamore fraterno Louis Williams un liceale dalle belle speranze tutto da verificare a livello nba, ma perlomeno una buona base su cui lavorare vista la totale assenza di scelte sufficientemente alte per questanno.
E lanno prossimo cosa dobbiamo aspettarci? Intanto un nuovo timoniere (diciamo caldamente invitato da Iverson) che risponde al nome di Maurice Cheeks, fautore dellultimo titolo Phillino di cui sopra. Mo era assistente allenatore di Larry Brown e di seguito è diventato head coach nella incredibile squadra dei Blazers, non cavando moto da questa esperienza. L’ambiente Blazers non è giudicabile in quanto bomba ad orologeria pronta ad esplodere. Ora Cheecks deve dimostrare di essere un buon allenatore e se farà valere in modo giusto e produttivo il suo rapporto privilegiato con Iverson potranno nascere grandi cose.
Iverson chi è e cosa faccia lo si sa. Webber è lincognita più importante e decisiva della squadra, se torna ai livelli dei Kings vincenti o anche simili si possono cercare traguardi importanti, altrimenti il solo Allen può garantire la solita stagione senza infamia e senza lode da primo turno di playoffs.
Solo dio sa quanto il popolo Philadelphiano voglia esporre con cuore ed in modo sentito lo striscione thanks for a great season, esposto in modo forzato nelle ultime stagioni.
Iverson lo vuole, la città lo vuole, Webber lo vuole (per prendersi delle rivincite):
BRING ON THE RING GUYS!