Miami stende Boston nel primo round della semi-finale di Conference

I MIami Heat iniziano queste semi-finali di conference come meglio non avrebbero potuto. Hanno il vantaggio del fattore campo e mantenerlo per tutta la serie vorrebbe dire eliminare i Boston Celtics, apparsi davvero inferiori in questo primo episodio di quella che si annuncia come una serie durissima per i vice-campioni NBA.

No Rondo no party – Ci sono da giocare ancora 11 minuti nel secondo quarto e Rajon Rondo è già seduto in panchina con 3 falli. Se quello su James lanciato a tutta velocità verso un facile canestro poteva meritare anche la sanzione da “ultimo uomo” il terzo che mette a sedere il #9 è assolutamente da ritenersi dubbio. Ma al di là del parere personale restano i fatti: senza la propria guida i Celtics affondano, non potendosi di certo affidare per lunghi periodi alla regia di Delonte West. Rajon riesce comunque a giocare una trentina di minuti e a chiudere con 8 punti, 7 rimbalzi e 7 assist, per nulla incisivi su una gara iniziata male e conclusasi con la sconfitta, molto più pesante di quanto dica il 99-90 finale.

The perfect game – La gioca Dwayne Wade ma anche LeBron. Wade ieri sera sarebbe riuscito a tirare anche un frigorifero, infilandolo nel canestro. Praticamente infallibile, rimane la primissima punta degli Heat. James gioca una partita di assoluta intelligenza, senza forzare, senza fermare troppo la palla, lasciando le luci al compagno Dwyane e vivendo di improvvise accelerazioni, stoppate (2) e anche un po’ di difesa. Gioca anche da 4 dove è assolutamente devastante e alla fine, zitto zitto, chiude con 22 punti, 6 rimbalzi e 5 assist. Sempre lontano dai vari princìpi di rissa che si accendono qua e là durante l’incontro, rimane concentrato , sempre, tanto da farmi dire che questa è stata una delle sue migliori partite di playoffs, anche senza segnare 40 o più punti, come gli è spesso capitato in maglia Cavs.

Ejected! – Paul Pierce non ha giocato un primo tempo degno di lui. Addirittura 2 delle sue 4 palle perse causate da incauto palleggio…sul piede. Roba da dilettanti. Ma dopo l’intervallo, insieme al solo Ray Allen, ha provato l’ennesima rimonta della storia di questi Boston Celtics. I biancoverdi non sono mai sembrati abbastanza in partita, abbastanza costanti nel trovare buone soluzioni offensive, andando a strappi, che spesso gli hanno permesso – d’altra parte – di riavvicinarsi pericolosamente (-4) e mettere un minimo di incertezza nelle menti dei giocatori di Miami, altrimenti lucidissime e decise. Poi arrivano due falli tecnici. Il primo su un flagrant non fischiato a James Jones, almeno secondo la mia opinione (che è la stessa di Doc Rivers a fine partita) quando per reazione il capitano biancoverde si avvicina minacciosamente con la testa a quella di Jones. Il secondo dopo un blocco durissimo su Wade, con lo stesso #3 di Miami che cerca di passarci sopra, e qui auguri a chiunque pensi di sapere se era fallo dell’uno o dell’altro. Sta di fatto che una parola di troppo esce dalla bocca di Pierce, sotto lo sguardo (e le orecchie) attento dell’arbitro che gli rifila il 2° tecnico e lo manda anzitempo sotto la doccia, con 7 minuti ancora da giocare nel quarto periodo. Game over!

Big Four? – I Celtics del post-titolo 2008 sono spesso stati elevati al rango di Big Four, con l’inserimento di Rondo nel gruppetto dei tre veteranissimi nonchè giocatori più decisivi per le sorti di Boston. Anche Miami cerca il quarto, e in gara 1 lo trova dentro la canotta di James Jones. La difesa di Boston chiude (quando riesce…) la strada verso il canestro alle penetrazioni di Wade e James? Nessun problema: sempre 2, anche 3 metri di spazio per Jones che appostato dietro l’arco spara con efficacia 7 triple, mettendone a bersaglio ben 5. Alla fine il tabellino personale dice 25 punti, record in post-season per l’uomo da Miami (University), e un gran mal di testa per lo staff di Rivers che dovrà fare in due giorni gli adattamenti necessari ad impedire un’ennesima grandinata nel secondo match della serie, quello che andrà in scena martedì.

E’ comunque presto per dire che Boston sia già con le spalle al muro, anche dopo questa disarmante prova di forza di Miami. Il compito dei Celtics è quello di “rubare” una W in trasferta, magari proprio in gara 2, per poi portarsi in vantaggio tra le mura amiche del TD Garden. Questo nei sogni più dolci di giocatori e fans. Nella realtà penso che Miami non tirerà un’altra volta con queste percentuali, e se dovesse farlo allora dimostrerebbe di essere palesemente la più forte tra le due avversarie e quindi meritevole di accedere alla finale di conference. Sul fronte Celtics ci sono troppi giocatori che escono a pezzi – più nel morale che nel fisico – da gara 1, e vogliosi di riscattarsi immediatamente. Il solo Allen alla fine risulta essere all’altezza della sua fama (25 punti con 5/8 da tre) mentre tutti si aspettano da Pierce, Garnett e Rondo una prova d’orgoglio. Non avrete già messo tutti i soldi che avete sugli Heat, vero?

Andrea Pontremoli

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