ROMA – A Roma si direbbe “aridaje” !
Già, ci risiamo, il Presidente Toti ha deciso di stupire sempre di più le platee cestistiche nazionali e con un colpo di reni decide d’esonerare Lino Lardo.
Al suo posto gli subentra Marco Calvani, secondo di Lardo, sino alla fine di questa stagione denominata “la stagione del ritorno della gente sugli spalti” dallo stesso coach d’Albenga.
Ecco la nota diramata alle ore 17:55 circa dall’addetto all’Ufficio Stampa, Filippo Calabria:
“La Virtus Roma comunica di aver sollevato Lino Lardo dall’incarico di Allenatore della prima squadra. A Lardo vanno un sentito ringraziamento per il lavoro svolto sempre con professionalità e i migliori auguri per il prosieguo della sua carriera.
La squadra verrà affidata a Marco Calvani fino alla fine della stagione.”
Fabrizio Noto/FRED

Che tristezza! Ero stato facile profeta ad inizio stagione, l’avevo detto che questa squadra non era attrezzata nemmeno per centrare l’obiettivo minimo dei play off. Troppo debole nei due ruoli fondamentali del basket, numero uno e numero cinque. Quando Riva annunciò l’acquisto di Slokar pensai: “Un discreto panchinaro, vediamo adesso chi sarà il centro titolare”. Immaginate la delusione quando ho capito che sarebbe stato Crosariol! Neanche Maestranzi mi dava fiducia, dei tre nuovi avrei preso solo Tucker. E ora che i risultati non arrivano, Lardo paga per tutti. Intendiamoci: non che quando la Virtus scelse il buon Lino, io abbia fatto i salti di gioia. Un allenatore che l’anno prima, con Bologna, aveva raggiunto i playoff per il rotto della cuffia (vincendo con Teramo all’ultima giornata in quel modo) nonostante fosse alla guida di una squadra più forte della Roma di quest’anno, non mi dava fiducia. Per di più, lessi che Toti l’aveva scelto perché Lardo ha fama – meritatamente conquistata in quel di Rieti – di essere un coach molto bravo nel fare le nozze con i fichi secchi. In pratica, l’arrivo a Roma del buon Lino era il biglietto da visita di una stagione fortemente segnata dal ridimensionamento del budget. Ora, con tutto il rispetto per Calvani, non mi aspetto nulla dal finale di campionato, mi auguro che almeno si raggiunga la salvezza senza troppi patemi. A meno che Toti mantenga la sua ultima promessa, quella cioè di rinforzare la squadra sotto canestro, come ormai da tempo chiedeva lo stesso Lardo. Ma se la società ha veramente intenzione di fare questo sforzo, non le sarebbe convenuto andare avanti con coach Lino? A meno che Riva abbia intuito che lo scarso rendimento di alcuni giocatori sia collegabile a un cattivo rapporto con l’allenatore, chissà. Lo vedremo presto. L’altro augurio è che, con l’addio di Toti, possa subentrare qualcuno in grado di riportare la Roma del basket ai livelli che merita.
Cosa dire? Condivido in toto le tue considerazioni. Non ha senso a questo punto della stagione esonerare un allenatore che di colpe, a mio avviso, ne ha poche di quanto sia accaduto finora. Sarebbe stato più lecito, anzi indispensabile, rafforzare un roster incompleto nel settore lunghi e carente nel settore play che esonerare un allenatore che, correggimi se sbaglio, non credo abbia fatto perdere partite con mosse errate.
Semmai la domanda è: perchè non si è mai vista in questa squadra il marchio di fabbrica di Lardo, cioè la difesa e l’aggressività, se non a tratti e, quando lo si è visto (Venezia e Cantù in casa), son venute delle vittorie ?
L’amara considerazione finale è che avranno pensato che, essendo Toti arrivato al capolinea, non aveva senso spendere altri soldi per rafforzare questa squadra dimenticando che la Virtus Roma ha il quinto se non il sesto budget più alto del campionato e che per logica dovrebbe almeno albergare in una pari posizione classifica.
Speriamo solo di non perdere le sfida salvezza, a cominciare da quella di domenica prossima, decisiva contro Montegranaro che però s’è rimessa a giocare.