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	<title>Allaround</title>
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	<description>La Webzine dedicata al basket</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 12:21:08 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Benetton: una stagione difficile ma non da dimenticare</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 12:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffalo66</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Benetton Treviso]]></category>

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		<description><![CDATA[Dell'ultimo anno dell'era Benetton c'è senz'altro qualcosa da salvare. Ed ora stiamo a vedere se l'A.P. Treviso sopravviverà...  ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Se ne va agli archivi l’ultima stagione dell’era Benetton, iniziata nel 1981</strong>. A 20 anni esatti dal primo, indimenticabile scudetto, la squadra non ha saputo centrare i playoff, cosa che, dal quel primo tricolore, è accaduta solamente in due occasioni: nel 2007 (a causa del famigerato “caso Lorbek”), e nell’infausto 2008. Ma quest’anno nessuno ne ha fatto un dramma. Drammatica è piuttosto l’incertezza sul futuro della squadra che ha accompagnato (e accompagna ovviamente anche in questi giorni), i tifosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È fin troppo ovvio affermare che questa è stata una stagione particolare, scandita in ogni momento dal pensiero dell’imminente fine di una bella avventura: al di là della speranza che ora andrà ad aprirsi un nuovo corso, <strong>l’addio della famiglia Benetton non può che lasciare un velo di tristezza </strong>e, non a caso, nell’ultima partita casalinga il congedo dei giocatori, per l’ultima volta simbolo della storica proprietà, è stato davvero toccante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quella appena conclusasi non sarà ricordata come una meravigliosa annata, certo. Ma, vuoi per tutto quello che questa stagione significava, vuoi per l’inevitabile ridimensionarsi delle aspettative, vuoi per le vicissitudini (alcune inattese) occorse durante l’anno, <strong>c’è più di qualcosa da salvare</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La squadra costruita in estate è un accattivante mix di inesperienza, talento ed atletismo </strong>e, sia pur tra inevitabili alti e bassi, il gruppo mostra subito buone cose (vedi la partita con Cantù), facendo intuire notevoli margini di miglioramento. Si pensa che quando <strong>Adrien</strong> e <strong>Moore</strong> (ma anche <strong>Scalabrine</strong>), inizieranno a capire il basket europeo, soprattutto a livello difensivo, ci potrebbe essere un bel salto di qualità. Ma la fine del lock-out in NBA riporta tutti sulla terra: ben prima dell’annuncio ufficiale della partenza della stagione NBA i 3 americani sono già palesemente con la testa altrove. Nelle ultime apparizioni perfino l’ex guerriero Scalabrine è indisponente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Alle partenze di Scalabrine, Adrien e Moore segue la cessione di Alessandro Gentile</strong>. Considerando che in questo momento <strong>Mekel </strong>è già out a causa della fascite plantare, la Benetton a dicembre non ha più in campo nessun elemento del quintetto base scelto in estate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In merito alle <strong>scelte della società</strong>, sulle quali non ci sono mai state (perché?) dichiarazioni assolutamente chiarificatrici, c’è ovviamente da riflettere. Perché puntare su giocatori come Moore e Adrien (per Scalabrine, arrivato in prova, il discorso è diverso), che avevano l’NBA in testa? Qualcuno ha mai veramente pensato che il campionato professionistico d’oltre oceano non sarebbe in un modo o nell’altro partito? E perché, considerando che la proprietà aveva garantito “il foraggio” per quest’ultima stagione, si è dovuto (tutti hanno parlato di necessità!) cedere Gentile?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ai fragorosi terremoti a livello di organico, si contrappone un <strong>silenzio assoluto sul fronte societario</strong>: alle più o meno confortanti dichiarazioni di Lefebre ad inizio settembre non segue alcunché. Tutto tace ormai da mesi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra dicembre e metà gennaio il roster viene profondamente rinnovato, con gli innesti di <strong>Thomas, Ortner, Viggiano e Goree</strong>. La squadra, <strong>meno talentuosa, meno atletica </strong>(Viggiano a parte), <strong>ma più esperta</strong>, prosegue, inevitabilmente, tra alti e bassi, senza però mai vivere periodi veramente neri: segno evidente che <strong>il gruppo ha una solida base ed una guida affidabile nel suo coach</strong>. A fronte di qualche inopinata sconfitta (pesano quelle casalinghe con Caserta ed Avellino), i Casuals ottengono vittorie importanti ed insperate in Eurocup ed anche in campionato (come quella a Milano). La Benetton gioca più di un mese senza Mekel e Bulleri (infortunatosi nella partita con Milano), ma in questa situazione difficilissima, con appena 4 esterni da ruotare, non sbanda affatto. Quando arriva finalmente l’agognata <strong>sosta di metà febbraio</strong> (turno di riposo in campionato e final eight di Coppa Italia) la squadra è in piena corsa per i playoff, sia di campionato che di Eurocup.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E questo, anche per ammissione del coach, è forse <strong>il momento chiave della stagione</strong>. A causa di infortuni e malanni di stagione, durante la sosta la squadra non riesce né a tirare un po’ il fiato, né ad affinare negli allenamenti quegli automatismi mai veramente collaudati, per ovvi motivi. <strong>Con il roster finalmente al completo, paradossalmente la squadra non riesce a fare lo sperato salto di qualità</strong>. Se, da un lato, il rendimento di <strong>Goree</strong> e <strong>Viggiano</strong>, dopo un non esaltante periodo di rodaggio, migliora notevolmente, dall’altro cala vistosamente quello di <strong>Thomas</strong> (ha probabilmente forzato il recupero dall’infortunio, pagandolo con una seconda parte di stagione veramente opaca), mentre le sorprese <strong>De Nicolao </strong>e <strong>Cuccarolo</strong> non sanno dare il contributo sperato, con un minutaggio molto ridotto. <strong>Bulleri</strong> e <strong>Mekel</strong> invece necessitano chiaramente di tempo per ritrovare una condizione accettabile. Gli sforzi di dicembre e gennaio sono alla fine pagati anche da <strong>Becirovic</strong> (in alcune occasioni un vero piacere per gli occhi), alle prese con un problema al ginocchio che lo limiterà parecchio, fino a costringerlo a fare da spettatore nelle ultime giornate e a farsi operare pochi giorni fa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la sosta, perciò, i risultati non peggiorano, ma, questo è il punto, nemmeno migliorano. Tra fine febbraio ed inizio marzo la squadra subisce <strong>una sequela di pesanti mazzate</strong>. Prima <strong>l’eliminazione dall’Eurocup</strong>, quando il più per la qualificazione sembrava ormai fatto. Poi <strong>la tragica scomparsa di Enzo Lefebre</strong>, fin qui il più attivo (ma anche sfortunato) protagonista nell’operazione di salvataggio della società. Infine <strong>la sconfitta con la Scavolini</strong>, in una delle più incolori prestazioni casalinghe dell’anno. Per la prima volta c’è la sensazione che i giocatori abbiano tirato i remi in barca e l’insofferenza del pubblico per la mancanza di notizie confortanti sul futuro del basket a Treviso è palpabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Forse più che altro per dare una scossa all’ambiente, arriva così l’annuncio che <strong>Bruno Zago</strong> sarà alla guida della cordata che rileverà la proprietà. Pochi giorni dopo <strong>Riccardo Pittis battezza la nascita di UniVerso Treviso</strong>, il consorzio che punta a costituire un folto gruppo di imprese con l’obiettivo di salvare l’A.P. Treviso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il campionato prosegue e La Benetton, in una situazione che a livello di salvezza non è mai veramente preoccupante, mantiene viva fino alle ultime giornate la speranza di conquistare un posto nei playoff, pur non riuscendo mai a trovare un significativo filotto di vittorie. La pessima prestazione casalinga con Varese, culminata con una netta sconfitta, condanna matematicamente i Casuals alle vacanze anticipate. Tre giorni dopo i tifosi possono almeno festeggiare una <strong>splendida vittoria nel derby con la Reyer</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le cose da salvare, si diceva&#8230; In un campionato di vacche magre, anche per l’indubbio coraggio di Djordjevic, <strong>i giovani</strong>, che sulla carta avrebbero dovuto avere un ruolo ai  margini delle rotazioni, sono venuti fuori. <strong>De Nicolao</strong>, <strong>Cuccarolo</strong> ed anche <strong>Sandri</strong> (per il quale il coach ha più volte speso elogi: peccato per il precoce infortunio) hanno dimostrato di poter giocare in Serie A.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Lo spirito del gruppo</strong>, a parte in qualche occasione (vedi le partite casalinghe con Pesaro e Varese), nel complesso è sempre stato positivo. <strong>La voglia di lottare</strong> non è mancata  nemmeno nelle giornate poco ispirate. Questo è stato l’aspetto che ha contraddistinto fin dall’inizio la Benetton 2011-12 e che la rivoluzione del roster in corsa non ha modificato. Ed il pubblico ha apprezzato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La risposta dei tifosi</strong> è un altro aspetto che merita di essere menzionato. L’annuncio dell’imminente abbandono della famiglia Benetton ha quanto meno avuto l’effetto di sensibilizzare un pubblico che negli ultimi anni appariva disinteressato, nonché poco numeroso: i dati del 2011 collocavano la Benetton a penultimo posto in Serie A per presenze. <strong>Quest’anno gli spettatori sono aumentati di oltre in 20%</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Coach Djordjevic</strong> si è dimostrato un degno condottiero in questo difficile anno. Evitiamo di parlare delle qualità tecniche dell’allenatore (per altro, nelle giornate ispirate questa squadra ha divertito) e del suo indubbio carisma. <strong>Quello che è piaciuto di più è il fatto che Sasha si sia veramente preso a cuore le sorti di questa società</strong>. Ed allora gli si può perdonare il suo eccessivo lamentarsi per gli arbitraggi, fuori ed anche dentro il campo (a Roma, come tutti sanno, l’ha combinata davvero grossa). Se Treviso dovesse sopravvivere sarebbe bello che Djordjevic fosse confermato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vada come vada, ma <strong>il video “Treviso, io ci sono!”</strong> può lasciare indifferenti solo i non trevigiani. Per un tifoso della Benetton poter rivedere condensati in 3’ i protagonisti di una bellissima storia di sport, riuniti per il lancio di un sos per la “loro squadra”, è un’emozione unica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ed ora non resta che sperare nel lavoro di Pittis e degli altri grandi ex. UniVerso Treviso ha finora raccolto <strong>una cinquantina di adesioni</strong> da parte di imprenditori locali. Il tempo stringe, ma il consorzio sta crescendo. L’eventuale ingresso di un altro pezzo da novanta, economicamente parlando, che si affiancherebbe al Gruppo Pro-Gest di Bruno Zago, risolverebbe ogni problema. Ma non è facile e perciò si sta facendo di tutto per provare ad arrangiarsi anche senza. C’è ottimismo ed è giusto che sia così. Alcuni giornali nei giorni scorsi hanno addirittura (è un esorcismo?) ragionato su possibili conferme e rinnovi contrattuali. La verità è che la strada da fare è ancora parecchia. Si sperava di vedere la bandiera con la scritta “siamo salvi!” già a metà maggio, ma bisognerà attendere fino a giugno inoltrato. Bene, aspettiamo con fiducia!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Paolo Brugnara</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lakers sconfitti ancora. Thunder sul 2-0.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 11:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Miki93</dc:creator>
				<category><![CDATA[NBA]]></category>
		<category><![CDATA[Conference Semifinals]]></category>
		<category><![CDATA[Playoffs 2012]]></category>

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		<description><![CDATA[In un suicidio finale LA si fa riprendere dopo 46 minuti di buon basket. Sulla costa orientale, i Celtics schiantano Phila.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oklahoma City Thunder-Los Angeles Lakers 77-75 (2-0)</strong></p>
<p>Qualsiasi sarà il risultato finale di questa serie è chiaro che gara-2 rimarrà la grande beffa di questi Lakers, arrivati vicinissimi ad una W che, viste le dinamiche e visto il momento in cui sarebbe giunta, avrebbe potuto cambiare molto nelle prossime sfide. Giocarsela punto a punto nella bolgia dell&#8217;Energy Arena non è infatti cosa da poco, contando soprattutto lo stato attuale dei losangelini che tutto dimostrano fuorché concrete chances di scavalcare l&#8217;ostacolo Thunder per giocarsi un posto in finale. Eppure LA, pur con i suoi limiti non ci è andata neanche troppo lontana, sintomo che tutto sommato l&#8217;intensità difensiva funziona ancora e che anche la giovane armata capitanata da Durant fa fatica senza metri di spazio liberi per costruire il proprio rapido gioco. 68 punti concessi in 46&#8242; a questa squadra è un risultato notevole, pur considerando i tanti errori di Westbrook, eppure gli ultimi 120 secondi sono sembrati davvero da film, con un 9-0 finale di Oklahoma, che ha ribaltato clamorosamente il risultato, mentre dall&#8217;altra parte i lacustri sembravano tentare in ogni modo di buttare via qualsiasi possesso, tra turnovers, tiri forzati e tantissima confusione. Da rivedere comunque l&#8217;intero gruppo, a partire da Kobe che soffre tremendamente l&#8217;aggressività di Sefolosha risentendone poi a livello mentale, ma passando soprattutto per un ameboide Sessions e le tante scelte tattiche di Brown che si faticano a digerire (vedi Barnes e Hill in campo assieme), tutti elementi che vanno di fatto ad accentuare il già grande divario tra i due team, che a volte però, sembra quasi annullarsi. Per i superstiziosi Bryant e Bynum chiudono come in game-1 con 20 punti ciascuno&#8230;eppure, ancora una volta, non è bastato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Philadelphia&#8217;76-Boston Celtics 91-107 (1-2)</strong></p>
<p>Grazie ad un Garnett a livelli altissimi (20+11 di media in questa post-season) ed un Pierce in grande spolvero dopo il quasi nulla di gara-2, i Celtics affondano i Sixers nel loro fortino, riconquistando il fattore campo e alzando di nuovo la voce dopo il pareggio agguantato dagli avversari lunedì sera. Phila illude i propri tifosi tenendo testa a Boston per una quindicina di minuti, poi, da metà secondo quarto in poi, gli ospiti stringono la cinghia in difesa e i Sixers non trovano più fluidità in fase offensiva, tra percentuali crollate e il solitario lavoro di Young dalla panchina (22 punti totali). Dall&#8217;altra parte invece funziona tutto alla perfezione: Rondo illumina, mentre Pierce e KG concludono con costanza, ampliando il divario e mandando ben presto i titoli di coda ad un match a senso unico. Prova di forza Celtics fondamentale per il proseguo della serie, ma venerdì si rincomincia sullo 0-0 e certamente i padroni di casa non vorranno più farsi trovare così impreparati.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Montepaschi si aggiudica gara-1 con facilità</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:42:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HUGME</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Diawara]]></category>
		<category><![CDATA[Pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Recalcati]]></category>

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		<description><![CDATA[Montepaschi-Cimberio 92-57. Partita senza storia decisa già alla prima sirena sul 30-5 in favore di Siena]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SIENA &#8211; Partita senza storia quella del Palaestra, la Montepaschi si aggiudica gara-1 senza soffrire minimamente contro una Cimberio Varese che si approccia alla partita come peggio non potrebbe, scomparendo dal campo sul 5-5 per riapparire a cose fatte dopo aver subito un parziale di 25-0. Disarmante la facilità con la quale, nel primo quarto, la Montepaschi ha in pratica mandato in archivio la partita, gestendo poi il vantaggio nel secondo quarto durante il quale, bontà loro, i giocatori biancorossi si sono degnati di scendere in campo abbozzando anche un iniziale tentativo di recupero con un parziale di 8-0 vanificato però dalla reazione senese.</p>
<p>Alla fine del secondo quarto Fajardo ha inscenato una gazzarra notevole riuscendo a litigare con Andersen, col pubblico e perfino con un innocente cartellone pubblicitario preso a pedate, risultato: fallo tecnico per il giocatore e terzo quarto che inizia con la Montepaschi in lunetta e con il possesso di palla chiudendo definitivamente una partita mai nata davvero. Il secondo tempo scorre stancamente e i restanti 20 minuti si trasformano in un interminabile garbage time.</p>
<p>Difficile davvero commentare tecnicamente una partità così, per dare l&#8217;idea della diversità delle forze messe in campo si possono analizzare le cifre e notare che la valutazione finale delle due squadre recita 107 a 33 per Siena, Siena che ha catturato perfino più rimbalzi degli avversari, 32 contro 24, riuscendo ad imporsi sotto quei tabelloni che quest&#8217;anno rappresentano la croce della squadra biancoverde. Proseguendo nell&#8217;analisi delle cifre, impietose per Varese, si nota come i biancorossi abbiano spadellato dall&#8217;arco con un misero 5/30 ed abbiano perso ben 18 palloni, la Montepaschi ha mandato 5 giocatori in doppia cifra per punti segnati e 6 per valutazione, ha impiegato 25 minuti a segnare 57 punti, gli stessi 57 punti che Varese ha messo a referto in tutta la partita. Insomma, una supremazia assoluta che vanifica qualsiasi giudizio tecnico ed impedisce un&#8217;analisi critica delle due squadre.</p>
<p>Dal punto di vista delle individualità, in casa varesina, si sono salvati davvero in pochi, da ricordare ci sono gli 8 rimbalzi di Diawara, il 2/3 dall&#8217;arco sei 6,75 di Reati, il dinamismo di Kangur e poco altro davvero. Basterà notare che ben 4 giocatori della Cimberio hanno chiuso la partita in valutazione negativa più Ranniko che ha totalizzato zero. In casa senese, viceversa, note di merito un po&#8217; per tutti, Simone Pianigiani ha tenuto fuori il convalescente Moss, ha preferito Kaukenas a Rakocevic e Thornton a Maciulis. I biancoverdi scesi in campo sono andati tutti a segno, anche quel Michelori  finalmente rivisto sul parquet dopo una lunghissima assenza. Benissimo Andersen, McCalebb, Carraretto, Lavrinovic, Aradori, Kaukenas, ordinatissimo Zisis, molto bene Thronton che ha montato una guardia spietata su Diawara nonostante la differente struttura fisica, la solita partita di Stonerook fatta di tanto lavoro sporco. Ottime medie al tiro per tutti con 20/35 da due e 7/16 da tre, addirittura 31/32 dalla lunetta. Pianigiani ha potuto dare importanti minuti di riposo ai giocatori maggiormente spremuti nel corso della stagione se è vero, come è vero, che l&#8217;uomo con maggiore permanenza sul parquet è stato McCalebb con soli 23 minuti di gioco.</p>
<p>Ora si va a gara-2. E&#8217; ovvio che servirà una Cimberio completamente diversa rispetto a quella &#8220;ammirata&#8221; in gara-1, se i varesini vogliono sperare di allungare la serie non possono ripresentarsi in campo con un approccio del tutto sbagliato come quello di ieri sera. Probabilmente nessuno, neppure i più accesi tifosi lombardi, sperano di capovolgere l&#8217;esito finale della serie, ma è lecito attendersi almeno un diverso atteggiamento dei giocatori di Recalcati (indimenticato ex, accolto sempre con affetto e simpatia). Sappiamo che nei playoff si resetta sempre dopo ogni gara e che ogni partita fa davvero storia a sè, quindi è probabile attendersi una Cimberio diversa domani sera e, soprattutto, se lo augurano i tifosi di Varese anche ieri sera presenti al Palaestra nonostante la giornata feriale e la distanza considerevole.</p>
<p><strong>Montepaschi-Cimberio 92-57</strong></p>
<p><strong>Parziali</strong>: 30-5, 14-17, 21-19, 27-16</p>
<p><strong>Progressione</strong>: 30-5, 44-22, 65-41, 92-57</p>
<p><strong><a href="http://195.56.77.210/game/65457.html" target="_blank">Tabellini</a></strong></p>
<p><strong>Sala Stampa</strong></p>
<p><strong>Recalcati</strong></p>
<p><strong></strong><em>Ci abbiamo messo 10 minuti per capire dove eravamo e cosa stava succedendo, siamo entrati in campo troppo preoccupati e timorosi, loro sono molto bravi ad importi i loro ritmi e la loro fisicità, hanno segnato tantissimo nel primo quarto costringendoci a trovarli sempre a difesa schierata dopo ogni canestro subito e per noi è stato difficilissimo, oltre tutto in ogni 1 vs 1 rendevamo chili e centimetri ed eravamo sempre sotto pressione. Loro hanno trovato tante soluzioni troppo facili in attacco. Tolti i primi 10 minuti, abbiamo fatto un pochino meglio nei restanti 30 ma, davvero, è venuta fuori la differente realtà delle due squadre. Questi sono i play-off, c&#8217;è poco da fare, ed io sono già contento ed orgoglioso di esserci arrivato. Adesso dobbiamo ricaricare le pile mentalmente e fisicamente perchè tra 48 ore saremo di nuovo in campo. Ho ammirato i progressi che questi giocatori biancoverdi, alcuni dei quali ho allenato anch&#8217;io in passato proprio qui a Siena, hanno fatto: oggi Thornton è un giocatore non più monodimensionale, Kaukenas è inarrestabile, Stonerook è un vero e proprio scienziato.</em></p>
<p>A questo punto entra in sala stampa Simone Pianigiani che, a precisa richiesta di Recalcati, va a sedersi accanto a lui dietro ai microfoni dando il via ad un simpatico siparietto improntato sull&#8217;amarcord senese di Recalcati e sull&#8217;amicizia evidente esistente tra i due. In mezzo ai veleni dei playoff e a fronte di dichiarazioni inopportune che a volte provengono dal mondo degli addetti ai lavori ci fa piacere sottolineare questo segnale di distensione</p>
<p><strong>Pianigiani</strong></p>
<p><strong></strong><em>Sappiamo che nei playoff ogni gara conta solo per se stessa, abbiamo vinto bene gara-1 ma dobbiamo resettare e pensare immediatamente a gara-2 tra 48 ore appena. Varese reagirà, non sempre tireranno così male, Recalcati è molto bravo a motivare i propri giocatori e la prossima partita sarà molto diversa da quella appena finita. Rispetto agli anni passati non abbiamo una gerarchia di squadra e dei ruoli così ben definiti e quindi alla vigilia di ogni partita dovremo fare delle valutazioni sulle scelte dei singoli. Auspicavo di vedere questo atteggiamento in campo, ho visto molto coinvolti anche i giocatori rimasti fuori e questo mi appaga totalmente.</em></p>
<p>L&#8217;allenatore senese si sofferma poi su un refrain simpatico partito dalla curva col quale, in maniera molto esplicita e colorita, si chiedeva al coach della Nazionale dove volesse andare, il riferimento è indirizzato chiaramente a certe voci che vorrebbero Pianigiani in partenza al termine di questa stagione . Ma oggi non è il caso e il momento di parlare di certe cose.</p>
<p><strong>MVP: </strong>La Montepaschi nel suo insieme. Difficile se non impossibile cogliere &#8220;il migliore&#8221; in una partita quasi perfetta.</p>
<p><strong>WVP:</strong>  Nel grigiore varesino il settore piccoli (Ranniko, Goss, Stipcevic) ci è sembrato particolarmente in difficoltà coi pariruolo senesi.</p>
<p>Alessandro Lami.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Avellino, stagione di alti e bassi</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 07:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FRED</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Vitucci]]></category>
		<category><![CDATA[Marques Green]]></category>
		<category><![CDATA[Sidigas Avellino]]></category>

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		<description><![CDATA[In Irpinia è stata una stagione dove si sono succeduti buoni risultati con brutte prestazioni ma giustificate dalla situazione societaria incerta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una stagione tra alti e bassi quella della Sidigas Avellino, che durante tutto l&#8217;arco del campionato, ha dovuto combattere con problemi dentro e fuori dal campo.</p>
<p>Di sicuro l&#8217;aria che si doveva respirare nello spogliatoio, tra le voci di fallimento e presunti stipendi arretrati, doveva essere molto pesante, ma i lupi hanno fatto davvero un grande lavoro. Un uomo solo al comando, il solito piccolo grande uomo Marques Green che è stato sempre il faro capace di inventare per i suoi compagni, ma anche e soprattutto mettere quelle triple ignoranti e quei liberi decisivi che spesso hanno coinciso con i due punti. Accanto a lui, un altro degli &#8220;eroi&#8221; è stato il solito Taquan Dean, che seppure assente per gran parte della stagione, nonostante l&#8217;infortunio, ha sempre avuto la squadra nella mente, tornando proprio per il finale con una partita ai limiti del commovente contro Varese.</p>
<p>Oltre al totem Linton Johnson che ha fatto sfracelli in molte partite, nonchè alla classe e al talento di Jurica Golemac, Avellino quest&#8217;anno ha dato tanti minuti a giocatori giovani, su tutti Infanti e Gaddefors. Il primo ha dimostrato di essere una buona promessa del basket, capace di giocare bene sia da dentro che da fuori. Lo svedese invece ha mostrato cose buone e pregevoli specie in fase difensiva, ma non ha mai rifiutato le responsabilità quando chiamato in causa.</p>
<p>Se Avellino con un roster ridottissimo ha ottenuto una tranquilla salvezza, addirittura restando per gran parte della stagione in zona playoff é soprattutto merito di un coach che da due anni sta facendo un super lavoro in condizioni non certo agevoli: Frank Vitucci. Più volte l&#8217;allenatore irpino ha dimostrato come fosse difficile allenarsi con pochi elementi arruolabili. Una grande coesione ed una voglia di non molare mai, unita a una tifoseria sempre presente come quella degli Original Fans hanno permesso dapprima un miracolo sul campo, che ha prodotto i suoi effetti anche fuori. Infatti, proprio quando la Scandone sembrava pronta a rimettere in bacheca divise e squadra per la crisi economica, la Sidigas e altre importanti società hanno rilevato completamente la squadra e le daranno una nuova vita. Perché Avellino è l&#8217;ultima squadra italiana che non risponda al nome di Siena ad aver vinto qualcosa in Italia e vuole continuare ad esserci oggi, come ieri, per costruire un nuovo domani</p>
<p>Domenico Landolfo</p>
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		<title>Dinamo Banco di Sardegna Sassari &#8211; Virtus Canadian Solar Bologna 81-72</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 06:17:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Meo Sacchetti]]></category>
		<category><![CDATA[Tony Easley]]></category>
		<category><![CDATA[Travis Diener]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Sanikidze]]></category>

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		<description><![CDATA[La Dinamo Banco di Sardegna Sassari parte con il piede giusto e batte la Virtus Canadian Solar Bologna in gara1 del playoff.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SASSARI – In un PalaSerradimigni traboccante di entusiasmo, la Dinamo Sassari riesce a far sua gara1 dei playoff, al termine di un match assolutamente lineare nel suo svolgimento. Dopo la standing ovation dedicata a Meo Sacchetti, premiato come miglior coach dell’anno dal presidente della Legabasket Renzi, Bologna parte molto bene, giocando una pallacanestro perimetrale e sfruttando un Douglas-Roberts positivo sui due lati del campo. Sassari risponde da par suo e trascinata dai cugini Diener ribatte colpo su colpo, chiudendo in vantaggio il primo quarto sul 24-23.</p>
<p>Il secondo quarto inizia sulla falsariga del precedente, ma la Dinamo trova ottima intensità dalla panchina. Uno straordinario capitan Vanuzzo e il ritrovato Ministro della difesa Jack Devecchi, riescono a trascinare i compagni per il break che risulta decisivo. Finelli prova a d arginare l’intensità di Sassari ma non trova dalla sua panchina le risorse necessarie. Il quarto si chiude sul parziale di 21-10 per i padroni di casa, che volano negli spogliatoi sul +12 (45-33).</p>
<p>Sassari varia molto il suo gioco, trovando tanti punti nel pitturato grazie allo straordinario atletismo di Tony Easley. Bologna viene “tradita” da Sanikidze che, nel suo miglior momento, commette il secondo fallo esce dal match e non ci rientra più.</p>
<p>Al rientro dall’intervallo lungo Bologna subisce ancora la maggior “fame” di Sassari, che riesce a portarsi sul +20. Finelli dopo un vivace time-out, riesce ad ottenere delle risposte dai suoi giocatori che tentano di ricucire lo strappo. Sassari controlla la gara con una splendida intensità difensiva. Poeta subisce la verve di Travis Diener e non riesce a condurre il gioco dei suoi, mal supportato da un confusionario Vitali. Il quarto si chiude sul +14 (63-49) per Sassari e la netta sensazione che gara1 non abbia più storia. Quinton Hosley, pur non brillando in fase offensiva, è il vero protagonista dall’altra parte del campo.  Nell’ultimo quarto Sassari abbassa la sua pressione difensiva e Bologna, grazie a due bombe consecutive cerca di riportarsi in partita. Immediato time-out di Meo Sacchetti, che riordina le idee ai suoi ragazzi che, seppur con un minimo affanno portano a casa la partita con il punteggio finale di 81-72.</p>
<p>Sassari ha sfruttato appieno il fattore campo. Il pubblico del PalaSerradimigni è entrato in partita immediatamente ed è stato indubbiamente un fattore. Da segnalare la magnifica coreografia dei ragazzi del Commando. Bologna, senza supporters al seguito, ha dimostrato tutte le sue qualità, ma nei playoff è lecito aspettarsi una intensità difensiva maggiore. Per coach Finelli la coperta è troppo corta. Sassari ha trovato 42 punti in area, dimostrando di poter interpretare un gioco meno perimetrale del solito. Molto bravo Tony Easley a sfruttare le uscite dei lunghi bolognesi sui funambolici cugini Diener, e farsi trovare pronto sugli scarichi di questi ultimi.</p>
<p>Gara1 è già un ricordo. Ai coach l’arduo compito di studiare le varianti per sorprendere gli avversari in gara2.</p>
<p><strong>Dinamo Banco di Sardegna Sassari – Virtus Canadian Solar Bologna 81-72</strong></p>
<p><strong>Parziali: </strong>24-23; 21-10; 18-16; 18-23.</p>
<p><strong>Progressione</strong>: 24-23; 45-33; 63-49; 81-72.</p>
<p><a href="http://195.56.77.208/game/?id=65458" target="_blank"><strong>Tabellini</strong></a></p>
<p><strong>MVP: </strong>A leggere le statistiche non vi sarebbero dubbi nell’indicare Drake Diener. Ma vedere il meraviglioso impatto sul match di Tony Easley fa sorgere qualche dubbio. Entrambi messi meravigliosamente in ritmo dal folletto Travis Diener, si dividono la citazione odierna.<strong></strong></p>
<p><strong>WVP</strong>: <strong>Viktor Sanikidze. </strong>Il secondo fallo commesso all’inizio del secondo quarto lo toglie dal match. È sovrastato da Vanja Plisnic e Manuel Vanuzzo. Tira giù 12 rimbalzi ma chiude con un devastante 1/8 al tiro.</p>
<p><strong>Sala Stampa</strong></p>
<p><strong>Sacchhetti</strong></p>
<p><em>“Abbiamo fatto un primo passo, partita d’intensità in cui abbiamo fatto sprazzi di ottima difesa che ci ha dato ancora più consistenza. Oggi è finita andiamo a letto presto e pensiamo già a domani. E’logico che i nostri pericoli pubblici, e parlo dei cugini  Diener, portano via molto spazio. Noi abbiamo avuto la capacità di trovare un uomo sotto canestro. Hosley malgrado la non buona giornata in attacco è stato una presenza in difesa servendo anche 5 assist ai compagni. Abbiamo aggiunto qualcosa al nostro gioco stando in campo molto bilanciati. Ora è molto importante cercare di tenere questa intensità e questa mentalità. Sapevamo che avremo patito a rimbalzo, però gli abbiamo fatto perdere qualche pallone che ci ha consentito di fare il nostro gioco. Dovremo cercare di migliorare ancora con il lavoro a rimbalzo. Per un attimo ho pensato di far rifiatare qualcuno ma ho visto che la squadra stava girando molto bene. A volte non è semplice andare a toccare determinati equilibri che si creano in partita Easley è stato molto reattivo e si è segnalato positivamente su entrambi i lati del campo”.</em></p>
<p><strong>Finelli</strong></p>
<p><em>“E’ stato decisivo il break di Sassari nel secondo quarto e credo che, a differenza della gara giocata qui in regular season, siamo partiti molto bene. Il parziale di 10-2 ha poi condizionato tutta la partita. E’ stato un break molto importante. Chiudere a -12 all’intervallo in un campo come Sassari è molto pericoloso. Da parte nostra serviva più continuità e meno palle perse. Sassari ci ha chiuso bene l’area e noi abbiamo peccato nella continuità dei passaggi. Il break è nato proprio da questo. Troppe palle perse in attacco e poca continuità nell’intensità difensiva. Dovremo cercare anche di giocar con più ferocia agonistica. Dobbiamo capire che siamo nei playoff e tredici falli fatti testimoniano che non siamo stati intensi in difesa.  Dobbiamo cercare di tenere Sassari sotto gli 80 punti e non subire break perché a Sassari li paghi a caro prezzo. Sanikidze è uscito dopo il secondo fallo nel suo momento migliore. Non è stato positivo in attacco ma ha catturato 12 rimbalzi e non è poco. Abbiamo cercato di bagnare le polveri di Sassari con un pizzico di zona. Dobbiamo comunque pensare già a gara2 giocandola con più aggressività rischiando anche di commettere qualche fallo in più”</em></p>
<p><strong><em>Travis Diener</em></strong></p>
<p><em>“Abbiamo giocato bene, tutta la squadra ha messo grande energia. Secondo me la chiave del match sta nel fatto che abbiamo fatto un’ottima circolazione di palla. E’ solo la prima partita di una serie, dobbiamo vincerne tre ed è importantissimo sfruttare il fattore campo. Sabato sarà ancora più dura e dovremo giocare di migliorare ancora la prestazione di stasera. Ho potuto variare molto il gioco perché Tony è stato bravo a farsi trovare pronto sugli scarichi quando i loro lunghi uscivano dall’area”.</em></p>
<p>Marco Portas</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Preview Bennet Cantù &#8211; Scavolini Siviglia Pesaro</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 20:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>seraf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Trinchieri]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Hachett]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Dalmonte]]></category>

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		<description><![CDATA[GARA 1 Quarti finale PO - Dopo un ripensamento abbastanza improvvisato e criticabile di ritornare alla sede originale del Pianella, la Bennet sfida Pesaro in una serie che si preannuncia equilibrata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CANTU&#8217; (CO) &#8211; La Bennet Cantù e la Scavolini Siviglia Pesaro sono pronte a sfidarsi in una serie playoff dal gusto tipico di gloriose sfide tra due compagini di grande tradizione cestistica. Quella di oggi, tra le due città del mobile, si preannuncia sicuramente come una delle più equilibrate dell&#8217;intera fase dei quarti di finale per l&#8217;aggiudicazione del campionato italiano 2011-2012. I temi tattici e tecnici sono tra i più svariati e molteplici sono le soluzioni agonistiche che possono fare da ago da bilancia tra la squadra di coach Trinchieri e quella allenata dall&#8217;ex coach canturino Luca Dalmonte.</p>
<p><strong>Bennet Cantù </strong></p>
<p><strong>Trinchieri<br />
</strong><em>&#8220;In questi giorni abbiamo cercato di sistemare la squadra con nuovi assetti. Onestamente ci siamo preparati bene e abbiamo avuto dei carichi di lavoro intelligenti. Siamo pronti. Avendo così tante assenze abbiamo deciso di invitare tutti, era sufficiente passare in via per Cucciago per essere arruolati. Abbiamo lavorato bene e c&#8217;è un ottima atmosfera. Abbiamo un grande vantaggio: possiamo contare su veterani che hanno disputato tanti playoff e sanno come prepararsi. Al momento, infatti, sono in spogliatoio ad affilare le sciabole, e su giocatori che sono a Cantù da qualche anno. Ho buonissime sensazioni, la squadra si è allenata con costrutto senza fermarsi a piangere sul latte versato o sulle assenze. Poi è ovvio che Pesaro è un avversario molto difficile e la serie mi sembra davvero aperta. La Scavolini Siviglia ci ha battuto 2 volte quest&#8217;anno e questo vuole dire tanto sia in una direzione che in un altra. Per quanto riguarda il recupero di Vlado Micov stiamo valutando giorno per giorno la sua reazione alla corsa ed all&#8217;esercizio fisico. E&#8217; escluso il suo utilizzo dall&#8217;inizio. Gara 1 contro Pesaro sarà una partita difficile e non escludo si possa arrivare in un &#8220;tète a tète&#8221; risolutivo. La chiave di tutto sarà giocare comunque, senza soffermarsi sul singolo possesso. In questo playoff dovremo dimostrare grande serenità perchè questa squadra ha sempre ottenuto risultati positivi ed è stata in campo in tutte le competizioni a cui ha partecipato senza andare ad analizzare le singole sfide. Mi attendo la stessa cosa negli spareggi post season. Apprezzo il modo in cui abbiamo affrontato questi giorni ed il clima che c&#8217;è intorno alla squadra: sicuramente aver visto correre i nostri lungodegenti ha aiutato. Però anche la società ci è stata vicina e ci ha detto 2 cose nell&#8217;orecchio che non hanno fatto altro che rafforzare le nostre convinzioni.&#8221;</em></p>
<p>A disposizione del coach meneghino l&#8217;<strong>intero roster</strong>, tranne i lungodegenti Micov, Shermadini, Scekic.</p>
<p><strong>Scavolini Siviglia Pesaro</strong></p>
<p><strong>Dalmonte<br />
</strong><em>&#8220;La sfida con Cantù è motivante ed intrigante per una serie molteplice di ragioni. Giochiamo contro una squadra dal peculiare sistema di gioco ed una grande identità sia difensiva che offensiva che ne hanno fatto in due stagioni l&#8217;esclusivo &#8220;competitor&#8221; di Siena in tutte le competizioni nazionali. Non dimentichiamo che in Eurolega ha debuttato sfiorando l&#8217;accesso al quarto di finale. Il loro sistema funzionante e performante di questi ultimi anni non deve rappresentare per noi un limite ma un motivo in più per fare bene.&#8221;</em></p>
<p>A disposizione del coach ospite l&#8217;<strong>intero roster, </strong>con il duo <strong>Hickman </strong>e <strong>Hackett</strong> in grande forma.</p>
<p><strong>Precedenti<br />
</strong>101, con 54 vittorie di Cantù contro 47 dei marchigiani.</p>
<p><strong>Arbitri<br />
</strong>Cerebuch, Pozzana, Filippini</p>
<p><strong>Si gioca<br />
</strong>Alla NGC Arena di Cucciago (CO), alle ore 20.30 di Venerdì 18.05.2012 con diretta <strong>TV </strong>su <strong>Raisport 1</strong></p>
<p>Serafino Pascuzzi<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Preview Dinamo Banco di Sardegna &#8211; Virtus Canadian Solar Bologna</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 17:36:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Markop</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Meo Sacchetti]]></category>
		<category><![CDATA[Travis Diener]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Sanikidze]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande entusiasmo a Sassari per gara1 dei playoff scudetto. PalaSerradimigni esaurito in tutti i settori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SASSARI –  A Sassari e in tutta la Sardegna, si respira un grande entusiasmo per la prima partita dei playoff scudetto che, al PalaSerradimigni di piazzale Segni, vede opposte la Dinamo Banco di Sardegna Sassari e la Virtus Canadian Solar Bologna. Sulla carta si tratta della sfida più equilibrata del tabellone, non solo perché si sfideranno la quarta e la quinta forza della regular season, ma perché entrambe hanno le stesse caratteristiche di gioco. I due roster, per tipicità dei giocatori, sfruttano molto il gioco perimetrale, preferendo le giocate in velocità in campo aperto. I due match di regular season sono stati molto diversi nel loro sviluppo. Il primo giocato a Bologna, ha visto i padroni di casa dominatori nella prima parte dell’incontro, con la Dinamo protagonista di un imperioso rientro dal -19, pagato nelle fasi finali. Al termine il tabellone segnava 85-80 per la Canadian Solar, con un Sanikidze dominatore con un incredibile 42 di valutazione. Nel match del girone di ritorno, Bologna con Poeta e Sanikidze non al meglio, ha subito una severa lezione sotto la grandinata di triple del Banco che si impose per  89-55.</p>
<p>Si gioca in un PalaSerradimigni sold out, con i biglietti che sono volati via in prevendita.</p>
<p>Un Meo sacchetti straordinariamente rilassato, presenta il match nella consueta conferenza stampa della pre-vigilia, con pochi chiarissimi concetti.</p>
<p>Ecco le sue parole: “<em>La prima partita della serie è molto importante soprattutto perché arriva dopo dieci giorni dal termine della regular season e tutto parte da zero. Bologna ha le nostre stesse caratteristiche, perché come noi anche loro non prediligono particolarmente il gioco interno. Quando lo fanno cercano di sfruttare le attitudini a questo tipo di gioco di Lang, ma prevalentemente cercano di sfruttare il perimetro con Gigli e Sanikidze. Siamo molto simili a loro anche come tipo di giocatori. Basti vedere gli accoppiamenti Koponen &#8211; Drake Diener, Douglas-Roberts &#8211; Hosley oltre alla fantasia dei due play Poeta &#8211; Travis Diener. Siamo consapevoli del fatto che loro hanno una coppia di rimbalzisti molto forte. Noi cercheremo di ovviare a questo, sfruttando le nostre caratteristiche, tenendo fuori i loro lunghi e andando a rimbalzo con le nostre ali e guardie. Le partite di regular season non sono paragonabili a quelle dei playoff. Lo affermo per esperienza personale. A Bologna è stata una partita molto strana, perché dopo aver subito un break importante, siamo riusciti a rientrare giocandocela sino alla fine. Bologna è arrivata a Sassari, onestamente con un paio di problemi fisici che li hanno limitati, mentre noi abbiamo giocato un’ottima gara. I match nei playoff si giocheranno con una tensione diversa. Noi dovremo cercare di avere l’intensità che abbiamo mostrato in alcuni momenti, consapevoli che dobbiamo dare anche qualcosina in più. Abbiamo giocato le 32 partite della regular season in un certo modo, e crediamo di aver una nostra identità che non vogliamo cambiare adesso. Possiamo cercare di aumentare la nostra aggressività e gestire al meglio le varie fasi del match. Noi pensiamo ad una partita per volta. Preferisco vincere e avere i giocatori stanchissimi dopo gara1, che gestire le rotazioni pensando che sarà una serie lunga e uscire dal campo con una sconfitta. Non ho bisogno di motivare i miei giocatori prima di partite come questa perché penso che abbiamo motivazioni a iosa. Arriviamo ai playoff in quarta posizione debuttando in casa e quindi penso sia sufficiente. Cerco di intervenire prima di partite che possono rappresentare qualche difficoltà di gestione, ma non è questo il caso. Sappiamo bene quello che ci può dare il pubblico del PalaSerradimigni. Noi dovremo essere bravi a mettere in campo la necessaria intensità, perché così facendo saremo noi a trascinare il pubblico. Per finire non dimentichiamoci mai che si gioca una partita di pallacanestro”</em>.</p>
<p><strong>Statistiche</strong></p>
<p>BILANCIO: 2-2 (1-1 a Sassari)<br />
Sacchetti-Finelli 3-2 (tutte vittorie casalinghe); Sacchetti-Bologna 3-4 &#8211; Finelli-Sassari 1-1;<br />
Giuseppe POETA (Canadian Solar) è a -30 da quota 2000 punti in Serie A (188 presenze);<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>Curiosità</strong></p>
<p>Bologna e Sassari sono le squadre col miglior bilancio casalingo della stagione: 15-1 per la Canadian Solar, 14-2 per il Banco di Sardegna (ex aequo con Milano e Cantù);<br />
Bologna e Sassari sono anche le squadre che commettono meno falli: 19.2 per la Canadian Solar, 18.9 per il Banco di Sardegna ;<br />
La Canadian Solar è prima nella percentuale rimbalzi, conquistandone il 53.3% di quelli disponibili; il Banco di Sardegna chiude questa graduatoria con il 47.4%.<br />
(Fonte Legabasket)</p>
<p>Si gioca al PalaSerradimigni di Sassari alle ore 20.30 di giovedì 17/05/2012.</p>
<p>Arbitreranno l’incontro i Signori Luigi Lamonica, Gianluca Mattioli e Paolo Quacci.</p>
<p>La partita sarà trasmessa in diretta da Rai Sport 1.</p>
<p>Marco Portas</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Preview EA7 Emporio Armani Milano &#8211; Reyer Venezia</title>
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		<pubDate>Thu, 17 May 2012 15:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>datruth</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[EA7 Emporio Armani Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Playoffs 2012]]></category>
		<category><![CDATA[Reyer Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano vuole la semifinale quanto prima, ma Venezia mostrerà l'orgoglio dei suoi veterano]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senza nascondersi dietro al solito buonismo italiano, se Milano prima dell&#8217;ultima giornata avesse potuto scegliere con chi accoppiarsi, probabilmente avrebbe selezionato Venezia. Assolutamente non per una questione di irrispettosità nei confronti dei lagunari che hanno condotto una stagione esemplare, ma per una semplice questione di accoppiamenti a livello di matchup e tipologia di gioco. Milano è una delle pochissime squadre ad aver sbancato il Palaverde colorato d&#8217;amaranto ed aver inflitto un 2-0 in stagione regolare ai ragazzi di Mazzon.</p>
<p>Le due squadre arrivano a questo incontro in stati di forma mentale e fisica diametralmente opposti. Milano è reduce dalle otto vittorie in fila per chiudere la stagione, constatando i miglioramenti di tutti i suoi effettivi, mentre Venezia è in calando di risultati e soprattutto di condizione fisica, visto che le punte Clark e Szcewzcyk sono stati decisamente spremuti a livello di minutaggio.<br />
Se a questo aggiungiamo la non verde età dell&#8217;immarcescibile Alvin Young e di Timmy Bowers, capiamo che il giocare ogni due giorni, sicuramente non gioverà alle gambe e alla lucidità dei lagunari.<br />
L&#8217;impressione è che Venezia possa e debba puntare tutto su gara 1 già venerdì, dove Milano potrebbe arrivare leggermente arruginita a livello mentale, al contrario degli ospiti che arriverebbero abbastanza riposati, ma soprattutto con tanta voglia di fare.<br />
Con l&#8217;andare della serie le possibilità di vittoria della squadra di Mazzon si affievoliscono sempre di più, alla luce di una solare differenza di roster ed investimenti.</p>
<p>Dall&#8217;altra parte Milano per evitare la ruggine di cui sopra, ha deciso di andare qualche giorno in ritiro ad Alzano Lombardo per preparare al meglio l&#8217;approccio ai playoffs. Scariolo ha detto di essere un aficionad dei ritiri pre-playoffs, soprattutto considerando l&#8217;enorme tempo intercorso tra l&#8217;ultima giornata di regular season e Gara 1. Secondo il coach bresciano è fondamentale iniziare con il piede giusto i playoffs proprio per acquisire sicurezza e non complicarsi la vita infondendo coraggio e inerzia agli avversari.<br />
La firma di Dentmon è ancora da capire quanto proficua sarà visto che il primo allenamento con la squadra è avvenuto nella giornata di mercoledì, a causa di un infortunio al piede. Lo stesso coach non sa cosa aspettarsi dall&#8217;inserimento del nuovo coloured, ma è certo che dovrà essere lui ad adattarsi alla squadra e non il viceversa, altrimenti si farà senza.<br />
L&#8217;obiettivo per Milano è sempre migliorare, ma non ci si nasconde dietro a un dito: con il secondo budget d&#8217;Italia non arrivare in finale sarebbe una sconfitta, poi una volta lì tutto è possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il calendario della serie:</strong></p>
<p>Gara 1 il 18/05/2012 a Milano<br />
Gara 2 il 20/05/2012 a Milano<br />
Gara 3 il 22/05/2012 a Treviso<br />
Ev. Gara 4 il 24/05/2012 a Treviso<br />
Ev. Gara 5 il 26/05/2012 a Milano</p>
<p><strong>Curiosità statistiche:</strong></p>
<p>51-13 pro Milano che diventa 31-1 nel capoluogo lombardo<br />
Nelle gare 1 di quarti di finale Milano è 20-7 (l&#8217;anno scorso sconfitta contro Sassari), mentre Venezia è 0-1<br />
Tsaldaris ha giocato 7 gare di playoff e tutte contro Milano (0-3 con Montegranaro e 1-3 con Sassari)</p>
<p style="text-align: right;">Simone Mazzola</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Preview Montepaschi Siena &#8211; Cimberio Varese</title>
		<link>http://www.all-around.net/2012/05/16/preview-montepaschi-siena-cimberio-varese-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:54:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>HUGME</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Kangur]]></category>
		<category><![CDATA[Pianigiani]]></category>
		<category><![CDATA[Recalcati]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima contro ottava, sulla carta il quarto di finale più facile da pronosticare. Sulla carta...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>SIENA &#8211; Alzi la mano chi pensa che Varese possa eliminare Siena in una serie nella quale sarà necessario vincere 3 partite e capovolgere, per gli uomini di Recalcati, il fattore campo. Abbiamo visto però, proprio qualche giorno fa ad Istanbul, che i pronostici sono fatti per essere smentiti e che il basket è uno sport legato a tante variabili, uno sport nel quale non sempre vince la squadra che sulla carta appare più forte. E&#8217; vero che vincere una partita secca, come è accaduto in finale di Eurolega, è ben altra cosa che vincere una serie dovendo oltre tutto espugnare un campo minato come quello senese. Oddio, quest&#8217;anno il Palaestra è apparso molto meno bunker rispetto agli anni passati con varie squadre che sono riuscite nell&#8217;impresa di sconfiggere i campioni d&#8217;Italia a domicilio ma, inutile nascondersi dietro un dito, il pronostico pende tutto dalla parte dei biancoverdi padroni di casa.</p>
<p>Nei due precedenti di campionato Siena si è imposta in ambo i casi, con qualche patema in più proprio a Siena piuttosto che a Varese, vedremo se stavolta gli uomini di Simone Pianigiani sapranno imporre senza tentennamenti la legge del più forte. Ma qual&#8217;è la Varese che aspetta la Montepaschi? E&#8217; una Varese che può fare affidamento su un munitissimo reparto play costituito da Phil Goss, dal finnico Ranniko e dallo sloveno Stipcevic, dinamismo, classe, tiro da tre sono le armi del terzetto di fautori del gioco di Recalcati. In ala troviamo Diawara, Kangur e Ganeto, il settore appare solido col francese grandissimo atleta e l&#8217;estone già nell&#8217;orbita proprio di Siena che, si vocifera, potrebbe inserirlo nelle proprie rotazioni già dalla prossima stagione. Sotto canestro l&#8217;ingombro del pitturato è garantito da Talts, Fajardo e da Luca Garri che sa essere mortifero anche nel tiro dall&#8217;arco dei 6,75.</p>
<p>Se si guardano le statistiche Varese si fa preferire a Siena solo nel dato riguardante i rimbalzi, vero tallone d&#8217;Achille dei biancoverdi, per poi soccombere nei punti segnati, nella valutazione totale, nella media al tiro, un po&#8217; ovunque quindi. Nonostante un evidente squilibrio di forze in campo l&#8217;ambiente varesino è carico al punto giusto e Kangur, giustamente, ha suonato la carica definendo Siena &#8220;non imbattibile&#8221;.</p>
<p>Siena, dal canto suo, potrà contare su una rosa quasi al completo con Moss sulla strada del recupero, anche se per ora non ha lavorato a pieni ritmi con la squadra ed è facile prevedere un suo accantonamento almeno in gara-1, con Rakocevic e Thornton pienamente recuperati, con Kaukenas che ormai è definitivamente rientrato, col solo Michelori ancora difficilmente utilizzabile. Pianigiani avrà dunque l&#8217;imbarazzo della scelta, dovrà decidere chi lasciare fuori e la scelta non sarà facilissima, tra qualche tempo lo sarà ancora meno considerando il rientro definitivo di Moss ormai alle porte. Ovviamente per la Montepaschi c&#8217;è da augurarsi una serie abbastanza breve (3-0?) per poter sfruttare appieno un ulteriore periodo di riposo dato che appare difficile prevedere una serie chiusa altrettanto velocemente nell&#8217;altro quarto di finale che interessa i senesi, e cioè Sassari-Bologna. Starà agli uomini di Pianigiani chiudere senza patemi questa serie play-off per poi mettersi alla finestra ad attendere i successivi avversari.</p>
<p>La palla a due sarà alzata al Palaestra di viale Achille Sclavo alle 20,30 del 17 maggio 2012.</p>
<p>Alessandro Lami.</p>
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		<title>Caserta c&#8217;è e vuole e continuare ad esserci</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 16:51:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Domenico Landolfo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Serie A1]]></category>
		<category><![CDATA[Pepsi Caserta]]></category>

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		<description><![CDATA[Il quadro di una stagione tra alti e bassi, nonchè un occhio al futuro, per la Juvecaserta]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata forse una delle più difficili stagioni che da anni a questa parte si siano viste all&#8217;ombra della reggia. Caserta era la squadra formata col budget più basso della serie A, quella da tutti additata come la candidata massima alla retrocessione, la vittima sacrificale designata. Invece, Caserta c&#8217;è ancora, in serie A, nonostante tutto e tutti, si è presa il lusso di andare a battere Siena a domicilio e Milano in casa, ha offerto probabilmente il miglior americano del campionato (specie perchè un rookie), e ha giocato al 110% in ognuna delle partite della stagione.</p>
<p>Salvezza meritata? Si di certo, una salvezza conquistata a suon di prestazioni sul campo, anche contro i tanti infortuni che hanno decimato la squadra e che l&#8217;hanno costretta a rotazioni corte o cortissime, a lanciare spesso nella mischia giovani che fino a poche settimane prima giocavano in serie B o di certo stavano come comprimari in A2 ma la A1 l&#8217;avrebbero vista solo alla tv. Caserta ha fatto un miracolo, ma molto di questo miracolo è da ascriversi a due persone in particolare: il suo Presidente Gervasio e il suo coach Pino Sacripanti.</p>
<p>Il presidente era partito ad inizio anno col progetto consorzio, e più volte nel corso della stagione, senza nascondersi come fanno molte alte squadre, ha dichiarato di essere in cattive squadre. Non ha mai abbandonato la nave, e adesso, nella conferenza di qualche giorno fa che ha concluso la stagione e aperto la prossima ha affermato con discreto ottimismo che: &#8220;Il progetto della Juve continua e con una nuova scadenza biennale. Si cerca solo un altro socio o imprenditore, per poter completare il cerchio ed avere maggiori garanzie e lavorare con maggior sicurezza. L&#8217;ingresso in società di Iavazzi e della Galeo Energy, ci mettono più vicini alla meta, che è il lancio di questo progetto, che coinvolgerà la Juve.&#8221; Un attestato importante, specie perchè, come emerge per bocca del presidente stesso, &#8220;non ci sono grossissimi problemi societari, nè di ritardi&#8221;, al contrario di alte squadre squadre che si sentono tranquille. La Juve c&#8217;è , ma molto è grazie al lavoro di coach Sacripanti, che in questi giorni festeggia il suo compleanno e che ha voglia di ripartire alla ripresa degli allenamenti sempre in canotta Juve. Ancora da gm e coach, ancora nella stessa squadra, ancora nella città che ne vede la sua professionalità e il suo spirito da 4 anni. Un progetto che farebbe di Caserta la sua seconda Cantù, la sua seconda patria. Garanzie, solidità e programmi di rilancio, queste le basi che dovrebbero convincere il coach, che ha un altro anno di contratto, a restare all&#8217;ombra della reggia.<br />
Guardando a questa stagione, non si può non dire grazie a una squadra che, pur con qualche macchiolina qua e là, ha fatto il suo e ha avuto un apporto straordinario da parte della sua tifoseria che, tra abbonati, biglietti, muro e trasferte, ha fatto i salti mortali per i suoi beniamini. Un plauso ai suoi giocatori che, a più voci, non hanno mai fatto polemiche, anche quando le nubi erano scure e minacciose e anche quando tutto sembrava storto dal di fuori. Smith ha espresso la volontà di rimanere, ma è presto per parlare del suo futuro. L&#8217;uomo del Minnesota ha detto di amare Caserta e di volerle dimostrare ancora qualcosa, e la sua conferma sarebbe un passo importante per ricostruire. Vedremo. Sicuro di restare, è Giuliano Maresca, che non eserciterà l&#8217;opzione di rescissione e confermerà il contratto biennale firmato la prossima stagione. Lui nel finale è stato l&#8217;arma in più, la dimostrazione del grande lavoro giorno dopo giorno. Gli altri hanno dato ciascuno qualcosa di inestinguibile, e, come spesso chiedono i tifosi, hanno onorato la maglia fino all&#8217;ultimo, anche combattendo contro infortuni di ogni sorta. come non parlare di Collins, dei suoi assist smarcanti e delle sue triple dal parcheggio, ma anche di quel polpaccio che proprio nel momento decisivo di stagione sembrava averlo messo ko. Invece ha suito dei trattamenti dolorosi (parole di Sacripanti), ed è ritornato in campo, mettendo canestri importanti e mostrando che oltre all&#8217;atleta eccezionale c&#8217;è anche un uomo che non si è tirato indietro. Oppure parliamo di Stipanovic, che dopo aver perso il compagno di reparto Fletcher (infortunato e andato via a metà stagione), ha dovuto combattere prima col ginocchio malmesso (sostituito da un commovente Tusek che a Roma si ricordano bene), poi con una mano che gli è stata quasi sempre semi immobilizzata. Pur con una sola mano, pur spesso senza allenarsi, Stipa ha dimostrato di essere un gladiatore come pochi, catturando rimbalzi, segnando canestri importanti e sbagliando spesso liberi decisivi. come non parlare poi delle triple ignoranti di righetti, anche lui sempre a fare dentro fuori dall&#8217;infermeria o delle piccole grandi cose di Doornekamp. Sembra che dimentichiamo qualcosa, già lo spot di guardia. Qui si ha un po&#8217; meno sorrisi, perchè nè Diddy Rose nè Charlie Bell hanno dato quel che ci si aspettava, ma va bene così, fischi compresi. Poi loro, i giovani: Kudlacek e la sua faccia tosta che ne ha fatto un eroe e di sicuro una delle più gradite sorprese del campionato, Cefarelli che ha avuto ma soprattutto si è conquistato sul campo, tanti minuti e soprattutto il rispetto di compagni e nemici. Marzaioli e Loncarevic, che hanno dato tutto e hanno seguito al massimo le disposizioni del coach. Va in archivio una stagione che definire emozionante sarebbe troppo ottimista, ma che ha saputo scrivere una pagina di storia diversa da parte della Juvecaserta che ora vuole tornare a suon di successi nell&#8217;elitè del basket. &#8220;Grazie Juve, arrivederci. Alla prossima stagione!&#8221;</p>
<p>Domenico Landolfo / Babrauskas</p>
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